Enopolis, l’appuntamento con le migliori realtà vinicole nazionali, giunto alla VI edizione, non ha tradito le aspettative. Tre le giornate ricche di eventi, organizzate dall’Associazione Italiana Sommeliers, con il sostegno di Enti pubblici e sponsor privati (dalla regione Siciliana, alla Provincia di Catania, dalla BNL all’Hotel Villa del Bosco di Catania) durante le quali i visitatori, oltre 10.000, hanno potuto assistere a convegni, seminari, conviviali a tema, degustare i vini degli oltre 60 espositori presenti, di cui il 20% aziende nazionali, e partecipare a visite guidate alle cantine dell’Etna.
3000 le bottiglie consumate e 40 i sommelier impegnati nelle degustazioni guidate.
Ma Enopolis non è stato soltanto vino. Ampio spazio, infatti, è stato dedicato all’olio extravergine siciliano con la rassegna “Verdeoro”, al pistacchio, al caffè con “Espressamente Illy”, ai prodotti lattiero-caseari dell’isola con “Formaggi & Co.”, all’intramontabile sigaro toscano ed ai dolci tipici realizzati nel rispetto delle antiche ricette dei monasteri di clausura. Una varietà di prodotti, insomma, che ha soddisfatto i palati più esigenti. Grande interesse hanno suscitato l’assegnazione del premio “Sicilia terra di Vino”, una scultura del maestro Tony Cassisy, al noto giornalista sportivo Bruno Pizzul, preceduta da un’intervista del giornalista Daniele Lo Porto; l’incontro con le donne imprenditrici del vino (Donatella Cinelli Colombini, Josè Rallo, Carolina Cuccurullo e Marilena Barbera, alle quali è stata consegnata un’opera grafica del pittore Giuseppe M. Frezza) nella tavola rotonda “Divino Femminino”, moderata da Carmen Greco, firma specializzata nel settore enogastronomico, con la “partecipazione straordinaria” dell’europarlamentare Giuseppe Castiglione e dell’assessore provinciale di Catania, Ignazio Gambino.
Non solo per gli addetti ai lavori il progetto della Regione Siciliana, curato dal dott. Giuseppe Fichera dell’U.O. 73 di Giarre, “Valorizzazione dei Vitigni Autoctoni Siciliani” il cui scopo è quello di recuperare, salvaguardare e valorizzare il patrimonio ampelografico siciliano. Uno studio che affonda le radici nella storia, nella cultura e nella geografia della realtà contadina siciliana. La ricerca, supportata da numerose istituzioni scientifiche, è finalizzata alla creazione di vini di qualità. Durante i lavori, la dott.sa Daniela Bica, dirigente presso il IX servizio sede di Palermo dell’assessorato regionale Agricoltura, ha presentato delle diapositive sui vitigni autoctoni siciliani mentre, la dott.ssa Roberta Bonsignore, funzionario presso l’U.O. 71 di Acireale, ha relazionato sulla storia viticola della Sicilia e sui vitigni storici che la nostra regione sta riscoprendo.
Sugli aspetti salutistici del vino, con particolare riferimento agli effetti terapeutici e antitumorali, si è soffermato il dott. Malio Tolomeo, collaboratore del consorzio di ricerche CORIBIA. Ad aggiudicarsi i 4 premi, corrispondenti ad altrettante categorie, del Concorso enologico La Terra e il Vino, sono stati il Cerasuolo di Vittoria 2003 prodotto dall’azienda Feudo di Santa Tresa di Vittoria, il Ceuso 2001dell’azienda Ceuso di Calatafimi (TP), il Terre di ginestra 651, chardonnay 2004 dell’azienda Calatrasidi San Cipirello (PA) ed il Mignechi 2003 della Maggio Vini – Feudo Pignatelli di Gela.
FONTE: Sommelier.it
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