SANT’AGATA MILITELLO – Un network di esercizi commerciali, attività turistico-ricettive con un marchio: quello dell’Ente Parco dei Nebrodi. E’ l’idea che il commissario straordinario Salvatore Seminara ha presentato a Sant’Agata Militello illustrando le linee che ispirano la nascita della «Strada dei sapori dei Nebrodi”. La riserva naturale, ventuno comuni fra le province di Messina, Catania ed Enna, ma un ambiente che si estende ad una quarantina di amministrazioni pubbliche interessate alle attività produttive ed economiche, ha ideato il marchio identificativo della vasta gamma di produzioni, ma anche di attività ricettive che confluiscono nel parco. I comuni interessati e che hanno già firmato il protocollo d’intesa sono trentasette.
“Non solo quindi i comuni che ricadono nei confini dell’ente – dichiara il commissario straordinario Salvatore Seminara – stiamo definendo il disciplinare di qualità e tipicità dell’offerta agroalimentare e turistico-ricettiva che sarà emendato dagli operatori economici interessati ma che sarà redatto nella stesura definitiva entro pochi giorni”.
L’idea è quella di mettere in rete nella creazione di percorsi gastronomici, ma anche naturalistici, tutte le aziende che operano nell’area: primeggiano ovviamente quelle zootecniche con l’allevamento di varie specie animali. Non solo quindi la dop del suino nero dei Nebrodi, ma anche l’area di allevamento del capriolo nell’area di Galati Mamertino, o del grifone e dell’aquila reale nei comune di Alcara Li Fusi oppure ancora del daino nella zona di Tortorici.
Ma nel panorama produttivo dell’ente parco si sviluppano e crescono anche le attività di produzioni tipiche dai formaggi ai salumi. Per passare poi alla ricettività legata ai veri e propri percorsi naturalistici dalle sorgenti di Maniace alle Rocche del Crasto fino ai laghetti di Cesarò o alle piste di neve a Portella Calacudera, quasi 1600 metri sul livello del mare nei pressi di Cesarò. «Le strade dei sapori, quindi, viste in questo contesto – spiega Seminara – coinvolgeranno una ampia gamma di operatori economici del nostro comprensorio.
In questo modo potremo valorizzare sotto un unico marchio le produzione dei Nebrodi attraverso la loro utilizzazione negli esercizi commerciali e turistici che aderiranno all’iniziativa». Il progetto del marchio-logo, che sarà garantito come segno di adesione a tutti gli operatori commerciali che approveranno il disciplinare di qualità, è una delle iniziative che si inserisce nel progetto del Pit 33, il piano integrato territoriale dell’area. Il partenariato socioeconomico della “Coalizione Sviluppo-Nebrodi”, una sorta di consorzio intercomunale fra le amministrazione e gli enti che hanno sottoscritto e contribuito alla redazione dei progetti nell’ambito del Pit, ha indicato, il 5 aprile scorso, un comitato tecnico scientifico chiamando a farne parte docenti delle università di Messina, Palermo, Reggio Calabria e anche Firenze.
A nominarli è stato il sindaco di Sant’Agata Militello, Bruno Mancuso, nella qualità di soggetto rappresentante della coalizione territoriale che ha incaricato Vincenzo Antonelli, Nicola Bozzo, Mario Centorrino, Vincenzo Chiofalo, Alessandro Hoffman, Massimo Lo Curzio e Alberto Ziparo, di affiancare il responsabile unico del Pit 33 nello studio delle condizioni ambientali e di contesto più idonee a stimolare il consolidamento dei sistemi produttivi e individuare le forme di collaborazione tra imprese e centri di ricerca, come le Università, nei processi di sviluppo locale da attivare nella zona.
Centonove 15 Aprile 2005
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