Piccolo viaggio attraverso vini e mandorli, a spasso tra chiese, palazzi, spiagge e altro ancora.
Sono lisce, lavorate e arricciate; disegnano orli, nascondono cortili, mostrano uno zoo fantastico di leoni minacciosi e cavalli alati, si fanno vezzose nelle trame di merletti scolpiti, sacre nei rosoni delle chiese, nonostante le ferite, in via di guarigione, dell’ultimo terremoto (1996): sono le pietre che hanno reso famosa nel mondo la città di Noto, “Giardino di Pietra”. Sono riarse nelle assolate giornate estive, accecanti di luce viva quasi prepotente, per sfumare in toni più tenui e appena plumbei nei rari momenti d’inverno che portano nubi fugaci, per poi riprendere colore e brio nella lunga primavera siciliana.
Come quinta di un grande palcoscenico, da secoli sono lì a farsi belle agli occhi di chi, passeggiando per le strade di questa cittadina, non può non rimanere ammaliato dal fascino barocco che la caratterizza, ma anche il territorio che le si dispiega intorno, come vedremo, non è da meno per interesse, bellezze e delizie per il palato.
Pietre barocche, mandorle e dolcezze È un barocco esuberante quello che attraversa le strade di Noto e che appare in tutto il suo splendore una volta attraversata l’ottocentesca Porta Reale (o Ferdinandea), verso corso Vittorio Emanuele. Sono tre le piazze che si susseguono lungo questa direttrice; la prima che si incontra è quella dell’Immacolata – dominata da un’imponente scalinata che porta alla chiesa di San Francesco all’Immacolata e chiusa su di un fianco dal monastero del Santissimo Salvatore, caratterizzato da tredici enormi finestre – seguita dalla scenografica piazza del Municipio, scrigno prezioso di un insieme affascinante di architetture e vedute, dove al vertice di una scenografica scalinata a tre rampe si erge la chiesa di San Niccolò, la Cattedrale, per finire poi con piazza XVI Maggio. Tra le tante traverse che tagliano questa arteria, una delle più nobili è via Nicolaci, che nel mese di maggio diventa un tappeto multicolore e profumato grazie all’Infiorata e che giustifica la nostra impressione di “barocco esuberante” con il Palazzo Nicolaci del principe di Villadorata ed i suoi ricchi balconi animati da figure e fregi. Sono tante le chiese, così come i conventi e i palazzi nobiliari che meritano più di un attento sguardo, ma senza voler a tutti i costi mischiare il sacro con il profano, anche altri possono essere motivo di interesse per un viaggio a Noto.
La fama meritata dei dolci siciliani, qui trova alcuni templi laici di assoluto interesse, d’altronde questa è la patria della mandorla di Noto (presidio Slow Food), ingrediente base di tanti dolci siciliani. Tra i tanti luoghi dedicati ai “dolci” piaceri, vogliamo segnalare in particolare due locali, il Caffè Sicilia, ormai un’istituzione, e la pasticceria Kennedy, un indirizzo che merita più di un passaparola.
Il Caffè Sicilia (corso Vittorio Emanuele, 125), fondato nel 1892 come fabbrica di torroni e marmellate, è un’autentica “dolceria” siciliana, in questo salotto-bar a pochi passi dal Duomo è infatti possibile trovare sia la pasticceria che la gelateria, che la confetteria. Le preparazioni a base di mandorla hanno un posto d’onore e Corrado Assenza, titolare del Caffè e grande conoscitore di questo frutto ci racconta che “sono tre le cultivar di queste campagne: la Pizzuta di Avola, apprezzata per la sua elegante forma bislunga tanto da essere utilizzata per preparare i confetti; la Romana di Noto, tozza e irregolare che dà i frutti migliori dal punto di vista organolettico e che storicamente è sempre stata usata per le preparazioni dolciarie tradizionali dell’isola e la Fascionello, una via di mezzo tra le prime due”.
La Pasticceria Kennedy (via Principe Umberto, 128), pur trovandosi nel centro di Noto, è un po’ defilata dai percorsi turistici canonici, ma merita una visita per la qualità dei suoi dolci e per la gentilezza dei proprietari. Ottima la cassata, altrettanto valido il cannolo, ma una segnalazione particolare va per la cotognata, una vera sferzata di energia e bontà. Infine, per chi non si accontenta “solo” dei dolci, un indirizzo di tradizione è la trattoria del Carmine (tel. 0931.838705), in via Ducezio, al civico 1.
“Cucina e Vini”
ROBERTO INFANTE
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